I musei del vino: Museo arti e mestieri di un tempo

4 agosto 2011

bottaioL’iniziativa di raccogliere e salvaguardare gli oggetti della vita contadina, è nata circa venti anni or sono per opera di alcuni volontari residenti che, con operosità e ingegno, hanno creato le prime “botteghe”di arti e mestieri . Il museo posto nel castello contiene circa 3000 oggetti provenienti da Cisterna e dintorni e radunati in 20 botteghe. L’edificio è stato ristrutturato con una serie di finanziamenti regionali finalizzati alla destinazione museale. Il museo attualmente è aperto al pubblico tutti i giorni escluso il lunedì dalle 15 alle 19, è gestito da un’apposita Associazione culturale presieduta dal sig.Lino Vaudano.

L’Oste

osteria-cavatappi-a-muroL’osteria porta con sé il sapore del tempo passato, ricordandoci i momenti dello svago e del riposo. Nella comunità contadina vi era chi si vantava di non aver mai messo piede in un’osteria, ma vi erano anche i frequentatori abituali che, col loro quartino e i tarocchi sul tavolo osservavano con filosofia il mondo di chi lavorava. Il bancone dell’oste e due tavoli imbanditi sottolineano le abitudini degli antichi avventori: i boccali per il vino di diversa misura, le “doie” in terracotta, candelieri e lumi di diversa foggia , l’ingegnoso acchiappamosche di vetro, la “bicicletta” capostipite di bottigliette e lattine… ; la curiosità del tavolo imbandito senza coltelli, perché ogni uomo aveva il proprio; la cesta ripiena di bocce di legno levigate e col foro per poggiarvi il pollice, i tarocchi …Qui è facile immaginare cori inneggianti al vino e alle belle donne; sentire le urla, le bestemmie e le risate dei giocatori di morra, i pugni sul tavolo ed i gesti veloci di chi giocava a tarocchi o a tresette.

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E chi non gioca osserva, commenta, discute dell’ultima sfida a bocce o di quel “balon”, che tanto ha entusiasmato e ancora entusiasma le popolazioni contadine. Il piazzale sottostante al muraglione di difesa del castello diventa così parte integrante del museo, perché lì avvenivano le disfide storiche tra le contrade e con “quelli” dei paesi vicini, lì si giocava l’onore di Cisterna… Gli oggetti esposti provengono dalle antiche osterie del paese

 

 

Il Bottaio

osteria-ghiacciaiaIl lavoro del bottaio è specialistico e importante, se si tiene conto di quanto peso abbia la vite nell’economia della nostra zona. Ogni famiglia contadina ha nel vino la fonte primaria di sostentamento e possiede botti e tini, commisurati in numero e capienza, al proprio podere.
Tra i tanti arnesi apparentemente analoghi a quelli del falegname, concorrono a caratterizzare la bottega del bottaio, il cavalletto (crava da botalè) ed il coltello a petto, a due manici. Seduto sul cavalletto il bottaio lavorava le doghe, dando ad esse la necessaria incurvatura, la giusta rastrematura verso le estremità e l’angolo dei fianchi.

Il coltello a due manici si tirava verso il petto asportando dalle doghe sottili strisce di legno. Interessante anche il modano da doghe (scarsétta da doa), un’asticella su un lato della quale era tagliata la sagoma dell’angolo della doga e del suo arco trasversale esterno.
Ad ogni misura della botte corrispondeva un determinato modàno. La sezione della doga si eseguiva convessa all’esterno servendosi del coltello a petto mentre la concavità interna era ottenuta con il píalletto torto, con la lama cioè a profilo convesso. Finito il lavoro la botte veniva “‘mbarborà”, sciacquata e profumata con erba “carera”.
Gli oggetti della bottega appartenevano al “botalè” di Canale, signor Maffiodo.

 

Autore: Tommaso Aniballi

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