L’influenza del clima sul vino anglosassone

27 gennaio 2012

era-glacialeIl freddo clima anglosassone ha fermato per secoli la coltivazione della vite nel Regno Unito. Ma ora qualcosa sta cambiando.

Il clima decisamente mite di cui poté godere l’Europa tra il X e il XIII secolo spinse la coltivazione della vite fino in Scozia, in quella regione che oggi è patria del whiskey ma in cui l’uva e il vino si trovano oramai solo al supermercato. In effetti già durante il XV secolo, in un’epoca segnata dal clima eccezionalmente rigido della Piccola Era Glaciale, tutta l’Europa soffrì di frequenti e gravi periodi di carestia, alcuni dei quali misero addirittura fine a coltivazioni secolari. E’ quanto capitato proprio ai vitigni scozzesi e, più in generale, a quelli dell’intera Gran Bretagna.

I primi decenni del XV secolo difatti in tutta l’Europa Occidentale furono estremamente difficili dal punto di vista climatico, con stagioni assai piovose, inverni molto rigidi e frequenti improvvise gelate fuori stagione anche nel cuore dell’estate. In particolare il 1431 e il 1432 si rivelarono annate eccezionalmente fredde proprio in Francia e Gran Bretagna, in gran parte per colpa dell’alta pressione che con incredibile insistenza occupò la Penisola Scandinava, costringendo così le correnti di aria gelida polare a scivolare verso sud proprio attraverso uno stretto corridoio che passava su Isole Britanniche e territorio francese. A causa del gelo persistente i vitigni di queste regioni soffrirono gravi danni, ma mentre quelli francesi, benché a fatica, erano destinati a riprendersi, per le viti inglesi il peggio doveva ancora arrivare! In Gran Bretagna difatti gli anni immediatamente successivi furono caratterizzati da inverni ancora piuttosto rigidi ed estati sempre molto piovose: un clima decisamente inadatto alla coltivazione della vite, già gravemente indebolita dalle forti gelate del 1431-32.

Il tragico risultato di un decennio dal clima tanto aspro fu che nel 1440 oramai in Gran Bretagna la viticultura era praticamente scomparsa, e solo i vigneti di Ely, nell’Inghilterra Sud-Orientale, resistevano all’estinzione. Tuttavia, nel pieno della Piccola Era Glaciale, con il continuo susseguirsi di inverni rigidi ed estati eccessivamente piovose, dopo anni di succo aspro e acerbo, che solo lontanamente poteva ricordare il vino, nel 1469 anche i vitigni di Ely vennero abbandonati: il vino inglese aveva infine alzato bandiera bianca di fronte alla ferocia del clima. Per secoli in Gran Bretagna il vino è rimasto un lontano ricordo o un lusso di importazione, poi grazie al brusco riscaldamento del Pianeta che ha caratterizzato il XX secolo, già da qualche decennio i vitigni sono tornati a impreziosire il paesaggio di alcune regioni dell’Inghilterra Meridionale, in particolare nel Kent e nel Sussex, e sulle tavole degli inglesi è tornato anche il vino, per lo più bianco, prodotto nelle terre di Sua Maestà!

 

Autore: Tommaso Aniballi

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