Stagionalità dei prodotti alimentari

2 novembre 2014

Molti anni fa esistevano le primizie , frutta e verdure ritenute autentiche prelibatezze  perché si riferivano ai primi pezzi maturati  o a quelli maturati  anzitempo.

 

Da molti anni sono scomparse le primizie, precisamente da quando sui banchi dei supermercati si trovano tutte le tipologie di frutta e verdure durante tutto il decorso dell’anno.

Un tempo si aspettava con trepidazione le prime fragole, le ciliegie o le pesche e si era disposti a pagare profumatamente le prime raccolte di carciofi, fave o altri ortaggi pur di tornare presto a gustarli dopo un intero anno di attesa. Così facendo, tutti conoscevano la stagionalità dei meloni dell’uva  e le angurie o quella relativa alla disponibilità delle castagne, dei peperoni  o dei fagiolini. Questa conoscenza è ormai  retaggio di pochi. Moltissime persone non conoscono il momento in cui un prodotto viene raccolto e non si chiede se ciò che trova disponibile sia realmente di quella stagione, il frutto di forzature  nelle pratiche agricole (serre riscaldate) oppure  arriva dall’altro emisfero della terra.

Ma qual è l’importanza di avere tali conoscenze?

Un frutto o un ortaggio raccolto nel periodo della sua maturazione ed ottenuto senza forzature di sorta è senza dubbio più nutriente e salutare ma è soprattutto di sapore più buono.

Per poter commercializzare un frutto o un ortaggio che deve essere consumato in un posto molto lontano dal luogo di produzione, è necessario anticipare il momento della raccolta. Se venissero raccolti quando sono pienamente maturi, una volta giunti nel luogo di consumo, essi sarebbero ormai surmaturi  o comunque non più utilizzabili. La frutta o gli ortaggi  raccolti anzitempo e maturati nei magazzini di stoccaggio, hanno sapori e consistenze molto differenti da quelli che completano il loro ciclo vitale direttamente sulla pianta. Spesso  hanno sapore di stantio e quando vengono trattati con additivi che ne stabilizzano la conservazione sono persino nocivi.

Non è un caso che la cucina di qualità, oggi, si basa  sull’utilizzo di materie prime reperite sul territorio circostante, possibilmente prodotte con sistemi di agricoltura biologica o biodinamica, acquistate direttamente dal produttore.

Seguire la stagionalità dei prodotti della terra  rappresenta la sintesi dello slogan coniata dall’associazione Slow food  che recita: Mangiare è un atto agricolo.

Il significato dello slogan può prestarsi a diverse interpretazioni ma sicuramente ha in se il significato che ogni scelta alimentare è in grado di determinare ciò che si produce. Tornare a privilegiare gli alimenti a chilometro zero, coltivati nel rispetto dell’ecosistema ambientale e remunerati al produttore in modo equo, rappresentano scelte consapevoli per il futuro dell’umanità e della salvaguardia della propria salute.

Per questa ragione ci sembra interessante riassumere, attraverso lo schema sottostante, la stagionalità dei principali prodotti della terra in modo da poterlo consultare, ai fini di una scelta più oculata e responsabile e  tornare ad alimentarsi in modo sano e salubre.

Franco  Tacconelli

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