Vitigni: da Bosco a Buzzetto

22 dicembre 2011

BOSCO

Origini
Questa è una delle varietà a bacca bianca più importanti della Liguria. Essa è infatti una componente di quasi tutti i bianchi della regione. Il nome può derivare dal fatto che la sua zona di origine, le Cinque Terre, è densamente boscosa. Dalle Cinque Terre la varietà si è estesa all’area intorno a Genova. Viene raramente vinificato da solo e viene invece mescolato ad altre varietà come l’Albarola e il Vermentino Bianco. Il Bosco si presta per essere appassito e rappresenta almeno il 40% della doc Cinque Terre e dello Sciacchetrá delle Cinque Terre. Le uve per questo ultimo vino vengono appassite, per poi produrre un vino da dessert dorato e ambrato, che ha una gradazione minima di 17°.

Caratteristiche del vino
Nella versione secca il colore varia dall’oro chiaro al giallo paglierino. Nel naso svela note di erbe selvatiche e di fiori di camomilla. Qualche degustatore parla anche di “tracce di mare”. Sul palato il vino è morbido e saporito.
Nella versione passito il vino è giallo dorato con riflessi ambrati, mentre il profumo è quello della mela matura, con note di albicocca e di ananas.

Maturazione Fine settembre, con abbondante e costante produttività; ottima vigoria.

Sinonimi  Bosco Bianco, Bosco Bianco del Genovese, Uva Bosco.

BOVALE

Origini
Questo vitigno a bacca rossa è stato introdotto in Sardegna, quasi con certezza, dalla Spagna ed è appunto diffuso soprattutto in Sardegna. La foglia media, pentalobata, in qualche caso lobata. Il grappolo è di media grandezza, cilindrico o cilindrico-cronico. L’acino è medio, sub-ovale, con buccia di colore nerastro. Generalmente utilizzato in uvaggi, concorre alla DOC sarda Campidano di Terralba e alla DOC Molise Tintilia.

Caratteristiche del vino
Se ne ricava un vino non particolarmente fine, dal profumo intenso, spesso tannico.

 

Maturazione Matura a fine settembre un’ottima produttività e la vigoria e media.

Sinonimi Bovaleddu, muristellu, cardinissia.

BRACCIOLA NERA

Origini
Vitigno a uva nera coltivato in Toscana, nella provincia di Massa Carrara e nella zona delle Cinque Terre, dove viene utilizzato per produrre vini rossi da taglio. In unione con altri vitigni da’ luogo a vini della DOC Colli di Luni.

Caratteristiche del vino
Se vinificato in purezza, consente di ottenere un vino intenso, dai profumi semplici, ricco di acidità.

Maturazione
Matura verso la fine di settembre, ha una produzione costante e abbondante, con una buona vigoria.

Bruciapagliaio
Cultivar a frutto bianco (detta in dialetto Brusapajà), presente nelle Cinque Terre (Liguria), resistente alle crittogame, dall’acino color bianco-giallastro. E’ fra quei vitigni destinati a scomparire, di cui si conservano alcune piante, proprio con lo scopo di salvaguardare il materiale genetico e storico della vite in Liguria.

BRUGNOLA

In Valtellina è chiamato Brugnola forse per la forma ellittica dell’acino e la grandezza che lontanamente ricordano quelle della prugna. Concorre nella produzione del Grumello. Il vino che si ottiene, pure rubino, è vivo di acidità, non molto di corpo (al massimo 10,5 gradi di alcool), e di limitato pregio. In Emilia Romagna, dove è chiamato Fortana, è utilizzato anche per la produzione del Lambrusco.

BRUNETTA DI RIVOLI

Origini
Curiosa è la diffusione di questa antica varietà a bacca nera, che, anche se sotto forma di singoli ceppi, si estende curiosamente a tutto il Piemonte, prendendo via via il nome di Rosa nera (nel Biellese), Valmasia (nell’Astigiano) e Tibaldi (nei dintorni di Alba). La sua zona di maggiore presenza è comunque registrabile nei dintorni di Rivoli, in provincia di Torino.

Caratteristiche del vino Colore intenso, finezza dei profumi, buon equilibrio gustativo.

Maturazione Da metà settembre, scarsa produttività e buona vigoria.

Sinonimi Rosa nera, Valmasia, Tibaldi.

BUCALO’

Origini
Presente in pochi ceppi nell’alta Val Trebbia, tra Cortebrugnatella ed Ottone, questa cultivar a bacca bianca è probabilmente omologa al Vermentino, con il quale condivide alcune caratteristiche ampelografiche ed organolettiche.

Caratteristiche
Vinificato in purezza, genera un vino di colore giallo paglierino carico, con spiccati aromi fruttati e vegetali, buona struttura complessiva e fin di bocca piacevolmente amarognolo.

Maturazione Vitigno vigoroso ma poco produttivo, richiede terreni abbastanza fertili e ben esposti per portare le uve a completa maturazione.

BUSANELLO

Vitigno a uva bianca derivato da un incrocio tra i vitigni Riesling italico e Furmint, effettuato dal professor Giovanni Dalmasso. È coltivato esclusivamente in Friuli Venezia Giulia. Se ne ottiene un vino di poco interesse, leggermente amarognolo. Maturazione e vigoria nella media.

BUZZETTO

Il Buzzetto è un vino bianco e secco, talmente caratteristico della zona di Quiliano, da diventarne quasi un sinonimo della località.
Ottenuto dal vitigno Buzzetto ( forse da “buzzo” cioè “acerbo”, per il suo gusto piacevolmente asprigno), questo vino è legato strettamente alle antiche origini del posto : pare infatti che già nel 1200 la sua produzione, insieme a quella dell’olio d’oliva, costituisse una delle voci principali dell’economia locale.
E doveva trattarsi di una produzione di gran pregio se i marchesi Del Carretto, signori di questo tratto di Liguria, avevano permesso ai contadini più poveri di pagare le tasse a loro dovute tramite un certo quantitativo di questo vino. Il Buzzetto presenta un colore giallo paglierino con leggeri riflessi dorati ; ha un profumo delicato ma persistente, dove si riconoscono i sentori di mela, erba campestre e resina di bosco.
Il sapore del Buzzetto è inconfondibile : secco ma intenso e sapido, dà al palato una sensazione gradevolmente acidula.
Ottimo come aperitivo – nel Savonese se ne produce anche una versione spumante secco particolarmente adatta a questo uso – il Buzzetto si abbina perfettamente ai piatti a base di verdure, quali frittate o ripieni alla genovese, a specialità di pesce, come acciughe al limone o fritte, cozze gratinate e fritture di piccoli pesci da scoglio.
E’ un vino che va servito fresco, alla temperatura di 12°C- 13°C, in bicchieri a calice con stelo alto, la bottiglia deve essere stappata solo al momento del consumo.

 

Autore: Tommaso Aniballi

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