Giovanna Garzoni e il “Gran teatro della Natura”

18 ottobre 2011

giovanna-garzone-popone-in-un-piattoIl tema delle nature morte non è certamente marginale nella pittura occidentale, tanto che nel Seicento tavole imbandite, pranzi sontuosi, vasellame e bicchieri preziosi diventano il soggetto preferito di quasi tutti i grandi pittori e, di conseguenza, questi dipinti guadagnano una vasta popolarità nelle case della nascente borghesia commerciale. Pochi artisti hanno però raggiunto la poesia, la grazia e la finezza di Giovanna Garzoni nel riprodurre fiori ancora madidi di rugiada, frutti maturi e polposi, ortaggi appetitosi ma anche bellissimi da guardare. La Garzoni nasce ad Ascoli Piceno nel 1600 da una famiglia di artigiani veneti e mostra sin da piccolissima una spiccata propensione per l’arte, tanto che a sedici anni firma una garbata Sacra Famiglia che imita visibilmente lo stile di Palma il Giovane, di cui è probabilmente allieva. Dopo aver riscosso i primi successi si sposta dalle Marche a Napoli, presso il duca di Alcalà, per poi passare  a Roma, dove stringe un fiducioso rapporto con l’erudito Cassiano Dal Pozzo e, tramite lui, sia con la famiglia del papa regnante, i Barberini, che con i circoli della nuovissima Accademia dei Lincei, prima accademia scientifica in Italia, che rinnovò anche l’illustrazione naturalistica di cui Giovanna aveva dato prove tanto brillanti. Il suo grande successo come miniatrice è dimostrato dai suoi soggiorni nelle principali città d’arte italiane; prima a Torino presso la duchessa di Savoia, poi a Parigi per diversi anni ed infine a Firenze dove avrà come suoi clienti i principali esponenti della famiglia Medici: il granduca, i suoi fratelli Giovan Carlo e Leopoldo, la granduchessa. Piacciono soprattutto i suoi fiori e la sua frutta che lei ama presentare in infinite variazioni. “Presentai al S. P.pe Don Lorenzo… un vaso di fiori più una carta di mele granate et porcellana” … “Il S. Card. Gio. Carlo un vaso di fiori grande assai … una carta con persici (pesche) e fiori”. Dopo dieci anni di soggiorno fiorentino, nonostante le insistenze dei Medici la Garzoni si trasferisce a Roma e ormai artista affermata entra in contatto con l’importantissima Accademia di San Luca, che riunisce i principali pittori e scultori della città, tanto da chiedere di poter costruire la propria casa accanto alla sede della stessa Accademia, con la promessa di istituirla erede dell’edificio e di tutti i suoi beni. Il successo della Garzoni è dovuto alla sua sensibilità e finezza estetica, alla sua capacità di rendere il tremolìo della vita su fiori e frutta ma anche alla sua tecnica raffinata che le fece scegliere lo strumento del guazzo su cartapecora. Questo materiale conferisce alla sue opere un aspetto traslucido che mette ancor più in evidenza l’eleganza della raffigurazione ed il sofisticato equilibrio tra forme e colori.

Popone in un piatto con uva e una chiocciola

Guazzo su cartapecora, 35,5 per 49,5

 

Galliano Maria Speri

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