La cena di Don Giovanni

11 febbraio 2011

fagianoAlcune curiosità sulla celebre opera di Wolfgang Amadeus Mozart.

Wolfgang Amadeus Mozart amava e conosceva molto bene l’Italia, le sue tradizioni musicali e la sua cultura; fece diversi viaggi nel nostro Paese e compose svariate opere in italiano. Tra queste, la più famosa è senz’altro Don Giovanni che ebbe la sua prima a Praga nell’ottobre del 1787. La leggenda di Don Giovanni, il seduttore che inanella una conquista dopo l’altra, è molto antica tanto che, già nel Seicento, a questo personaggio hanno dedicato dei lavori lo spagnolo Tirso de Molina e il francese Molière. Ma l’opera di Mozart ha sostanzialmente fatto dimenticare tutto quello che era stato scritto precedentemente, così che oggi il personaggio coincide in tutto e per tutto con l’eroe negativo per cui Mozart ha composto musiche indimenticabili. Quello che ci interessa qui non sono però le avventure galanti del nobile spagnolo, ma il fatto che nel Don Giovanni mozartiano assistiamo ad una cena imbandita tra una conquista amorosa e l’altra. La scena, oltre ad essere molto divertente, attrae il nostro interesse perché Don Giovanni ascolta una piccola orchestra che lo allieta con le sue musiche e che è situata proprio sul palco, sotto gli occhi del pubblico e quindi costituisce una specie di teatro nel teatro. I brani  eseguiti sono tratti dalle opere più in voga in quegli anni, tra cui spicca “Non più andrai farfallone amoroso” una splendida aria dalle Nozze di Figaro dello stesso Mozart che Don Giovanni liquida molto infastidito.

La cena si svolge nella tredicesima scena del Secondo atto e le indicazioni teatrali prevedono:

Sala illuminata in casa di Don Giovanni; una mensa preparata per mangiare. Don Giovanni, Leporello e suonatori.

Leporello, il servitore che assiste al pasto del suo padrone e guarda con invidia lo splendido fagiano sulla mensa, è molto indispettito dal dover semplicemente guardare e rimanere a bocca asciutta, tanto che dice tra sé e sé:

marzeminoAh, che barbaro appetito!

Che bocconi da gigante!

Mi par proprio di svenir.

Don Giovanni ordina poi che gli venga versato del vino e commenta: “Eccellente Marzimino”. La vicenda è ambientata in Spagna dove è molto improbabile che venisse esportato il Marzemino, un vino trentino prodotto ancora oggi, che sicuramente era invece ben noto a Mozart visto che quella regione era parte integrante dell’impero austriaco. Al momento di servire il piatto successivo, Leporello, che sta svenendo dalla fame, riesce a strappare un pezzo di fagiano e comincia a mangiarlo lentamente, cercando di non farsi notare dal padrone. Ma Don Giovanni capisce subito cosa sta succedendo e gli chiede di fischiare mentre lui mangia, cosa che ovviamente Leporello, che ha la bocca piena di fagiano, non riesce a fare e quando viene colto in castagna si giustifica dicendo:

Scusate.

Sì eccellente è il vostro cuoco,

che lo volli anch’io provar.

La scena è divertente, ci dà qualche informazione su cosa mangiavano i nobili e sul vino che bevevano. E’ l’ultimo momento di svago per il grande seduttore. Di lì a poco busserà alla porta la statua del Commendatore, ucciso da Don Giovanni durante un tentativo di stupro, che lo trascinerà all’inferno ad espiare i propri peccati. Con ancora in bocca il gusto del fagiano e di un eccellente Marzemino.

 

Galliano Maria Speri

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