Il vino

18 maggio 2010

vin-ant-egittoIl vino non è una bevanda come le altre, perché la sua storia si intreccia da sempre con quella dell’uomo. Frutto della sua passione, a chi lo assapora e lo apprezza sa regalare vere emozioni. Nato forse per caso in Europa medio-orientale, da un succo d’uva conservato in otri di pelle che all’improvviso iniziò a fermentare, il vino veniva già prodotto dalle popolazioni che vivevano lungo i grandi fiumi, Eufrate, Tigri e Nilo. Anche se qualche perplessità sulla qualità di quel vino è più che lecita, dal momento che veniva “conciato” con miele, spezie ed altro ancora.Per parlare di una vera e propria viticoltura ci si deve riferire alla civiltà greca, nella quale il vino era la bevanda della religione, delle vittorie e delle feste, ancora addizionato di elementi aromatizzanti. Dalla Grecia la vite si è poi diffusa in Siria, in Egitto, sulle coste spagnole e francesi, e verso il 500 a.C. anche in Sicilia, dove tuttora, in alcune zone, si trovano vigneti coltivati ad alberello di origine ellenica. La decadenza della civiltà greca consegnò il testimone della vitinivicoltura a quella romana, anche se ancora prima, in Italia, gli etruschi coltivavano la vite e producevano vino. La vitivinicoltura romana produsse una approfondita documentazione sulla vite e sul vino, sulle tecniche di allevamento e sulla raccolta delle uve, sulla produzione e sulla conservazione della nobile bevanda, che come in Grecia era messa in anfore di terracotta. L’espansione delle colonie dell’impero romano portò la vite in molti territori europei, dalla Francia alla Spagna e alla Germania. Ma quali vini bevevano i romani? Sembra che amassero vini invecchiati a lungo, come i vari Falernum, Cecubum, Mamertinum e Passum, solo alcuni dei tanti prodotti in quell’epoca, descritti nei colori, nei profumi e nei sapori da molti poeti e scrittori. Alla caduta dell’impero romano sono stati i monaci, i Benedettini e poi i Cistercensi, a continuare a coltivare la vite e a studiare i processi di vinificazione per ottenere prodotti migliori.

Nel Rinascimento, nobili illuminati e raffinati portarono a una maggiore estensione della viticoltura, che nelle 1500 arrivano a coprire, in tutta Europa, un’area quattro volte superiore a quella attuale. Che fine faceva tutto il vino prodotto? Non veniva certo buttato, se è vero che i consumi di quell’epoca erano decisamente superiori a quelli dei giorni nostri, fino a 200 l/anno pro capite. Una tappa importante nella storia del vino è stata l’introduzione, nel 1600, delle prime bottiglie di vetro, perfezionate nel secolo successivo con la soffiatura a bocca, seguita da quella del tappo di sughero. E sempre nel 17º secolo furono gettate le basi della produzione degli attuali spumanti ottenuti con la rifermentazione in bottiglia. A quell’epoca in Italia c’erano già vini famosi, come il Teroldego in Trentino, il Moscato di Trani in Puglia, i Chiaretti di ispirazione francese in Piemonte. Nel 1710 Cosimo III de’ Medici ha tracciato il solco delle attuali denominazioni di origine, delimitando con un decreto le zone di produzione del Chianti, del Pomino e del Carmignano. Nella seconda metà dello stesso secolo è nato il Marsala, versione italiana dei già noti vini liquorosi della penisola iberica, Porto e Sherry.

Le attuali zone vinicole

dove-cresce-la-vite

Un po’ alla volta, in questi ultimi secoli, la vite si era via via ritirata in un’aria più ristretta, corrispondente più o meno a quella attuale, quasi in timorosa attesa degli attacchi micidiali che l’oidio ela fillossera le avrebbero sferrato nella seconda metà dell’ottocento, che avrebbero decimato il patrimonio ampelografico di gran parte dell’Europa. È qui da secoli, anzi millenni, che si produce vino, ma le fondamenta dell’enologia moderna sono state gettate nell’ottocento da Luis Pasteur, che ha studiato l’attività dei lieviti, cellule microscopiche che fermentano lo zucchero in alcol etilico, anidride carbonica e molte altre sostanze, trasformando il mosto in vino. Studi avanzati in campo agrario, microbiologico, chimico e tecnologico, perfezionano ogni giorno di selezioni clonati di vitigni e di lieviti, sistemi di coltivazione, scelte vendemmiali e tecniche di estrazione. Ma niente può togliere fascino al vino, così legato all’opera della natura e dell’uomo. Contemporaneamente all’interesse che il vino suscita in Italia negli ultimi anni, si assiste al fenomeno della diminuzione dei consumi, passati da oltre 100 a poco più di 50 l/anno pro capite, analogalmente a quanto accade in Francia, dove si è intorno ai 60. A fronte di questa situazione, cresce la domanda di vino di qualità. L’eccezione è rappresentata da Spagna, Portogallo e Ungheria, paesi di antica tradizione vitivinicola nei quali si assiste ad un aumento dei consumi. Il consumo è invece in netta crescita nei paesi che da poco amano il vino, come Stati Uniti, Gran Bretagna, Giappone, Germania, Australia, Canada e Sudafrica. La recente rivalutazione del vino ha avuto anche un alleato importante nella medicina, perché secondo le ultime indicazioni, soprattutto quello rosso- al contrario di tutte le altre bevande alcoliche- contiene elevate concentrazione di polifenoli, in grado di limitare ipercolesterolemia, malattie cardiovascolari ed altre patologie molto diffuse. Il vino deve essere però consumato con grande moderazione, per evitare che gli effetti benefici si trasformino in danni gravissimi.

IL CONSUMO DI VINO IN ALCUNI PAESI DEL MONDO           l/anno procapite

Lussemburgo                                                                                  70

Francia                                                                                             60

Italia                                                                                                 54

Slovenia, Croazia, Portogallo                                                          48

Argentina, Svizzera, Spagna                                                           40

Ungheria, Grecia                                                                             28

Germania                                                                                        23

Australia                                                                                          20

Cile                                                                                                   16

Nuova Zelanda                                                                                11

Sudafrica, Canada, Stati Uniti                                                          8

Autore: Tommaso Aniballi

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