Produzione degli alimenti biodinamici

27 maggio 2010
Agricoltura biodinamica: una modalità per contrastare i danni dell’agricoltura tradizionale

fragoleL’agricoltura biodinamica e quella biologica rappresentano due tipi di approccio all’agricoltura, entrambe sono due diverse risposte al cambiamento dell’agricoltura verificatosi negli ultimi settant’anni.

L’agricoltura biodinamica non è la vecchia agricoltura, ma è la nuova agricoltura, rappresenta una grande sfida per fare evolvere l’agricoltura industrializzata in una nuova direzione.

Essa nasce negli anni 20 come risposta di Rudolf Steiner agli interrogativi posti da alcuni agricoltori. Egli organizza un corso in cui vengono gettate le basi dell’agricoltura biodinamica; l’esito di questo corso è contenuto nel libro “Impulsi per il progresso dell’agricoltura” (1924) che, tutt’ora, è considerato il testo base del movimento biodinamico. Non è un metodo di produzione, ma sono solo impulsi che variano nell’applicazione a seconda delle diverse latitudini e delle diverse estensioni (piccolo orto o grande azienda). Il concetto base di Steiner è quello di paesaggio. Se si vuole fare agricoltura biodinamica bisogna partire dalla ricostruzione di un certo paesaggio: fare delle siepi, mettere degli alberi, variare la vegetazione affinché ci sia un buon equilibrio ambientale. Nella conversione di un’azienda alla biodinamica tutto va fatto per piccoli passi, occorre pianificare il futuro di decine di anni. La presenza di corsi d’acqua ha una sua importanza in quanto nelle zone paludose, acquitrinose e negli stagni si sviluppa un certo tipo di flora e di fauna che è benefico. È bene che ci sia un prato permanente dove gli animali potranno pascolare. Si parte quindi dal mettere in equilibrio la geografia dell’azienda agricola e solo successivamente si affronta l’argomento di quali potranno essere le coltivazioni. Generalmente i criteri per sapere cosa coltivare nell’agricoltura tradizionale, sono due: il mercato e le sovvenzioni statali.
Nell’agricoltura biodinamica invece l’aspetto prioritario è: di cosa ha bisogno quel determinato terreno, di come debba essere coltivato per essere migliorato e mantenere la fertilità nel tempo, infatti quest’ultima diventa il primo obiettivo.

Humus
L’indice di fertilità di un terreno è dato dalla percentuale di humus in esso presente. L’humus e una sostanza organica che si è trasformata nell’arco degli anni e che si è fissata, stabilizzata nel terreno. Si distinguono due tipi di humus: l’humus fertile che è quello assimilato dalle piante e l’humus stabile che è quello messo in riserva nel terreno. L’humus che si trova oggi nel terreno è il risultato della concimazione organica degli ultimi 2/300 anni. Questo humus è una sostanza colloidale che trattiene gli elementi fertilizzanti anche quelli chimici. Con la concimazione chimica, la riserva di sostanza organica si è indebolita e quando questa misura meno dell’1% così che neppure i concimi chimici riescono ad essere trattenuti. Nell’agricoltura biodinamica l’indice di sostanza organica presente nel terreno, oltre alla fertilità, misura la redditività dell’azienda agricola. Per mantenere costante la fertilità del terreno è necessario il sistema di compostaggio.

Autore: Lorenza De Mola

 

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