Agricoltura tradizionale del novecento

27 maggio 2010

I sistemi tradizionali per la produzione delle sostanze alimentare

piante-di-teL’intero territorio europeo si è molto modificato rispetto a 100 anni fa allorquando il concetto di agricoltura industrializzata è fluito dentro l’agricoltura. All’inizio del secolo scorso (tra gli anni 20/30) esisteva ancora una netta distinzione tra mentalità contadina e mentalità manifatturiera. Col tempo la situazione si è evoluta e gli agricoltori sono diventati parte integrante del cosiddetto “sistema agro-alimentare”. Costoro rappresentano quindi un anello di quella catena che è un sistema completo il quale produce in funzione dell’industria che a sua volta fornisce alimentazione a tutti. Quando il mondo industrializzato è arrivato nelle campagne, l’agricoltura ha visto la possibilità di guadagnare denaro, mentre prima era sufficiente avere da mangiare. Un tempo la concimazione avveniva con sostanze organiche quali letame ed altri scarti dell’azienda agricola; più tardi si è scoperto che le sostanze organiche assorbite dalla pianta sono soprattutto azoto, fosforo e potassio che potevano essere prodotti a basso costo in maniera industriale. Negli anni 50, con l’avvento della concimazione chimica, alcune zone sono diventate interessanti per determinate culture specializzate. Sono sorti così distretti ultra specializzati in una sola produzione intorno a cui sono sorte industrie di trasformazione via via sempre più grandi. Quando l’agricoltura si specializza si è costretti a ricorrere ad un grande uso di prodotti chimici prima fra tutti l’azoto.

L’azoto nell’agricoltura tradizionale
L’azoto è una sostanza che spinge la produzione, le cellule si moltiplicano velocemente e si gonfiano d’acqua (aumenta così il consumo d’acqua per il terreno). Questo azoto chimico e in gran parte nitrico, cioè ammoniacale, e rimane nella pianta in forma nitrica. Esso è alla base della formazione delle proteine nobili della pianta al cui interno si concentra. Quando ci alimentiamo con una pianta che contiene troppi nitrati, nello stomaco si trasformano in altri nitriti ed insieme ad alcune sostanze proteiche, presenti nel nostro apparato digerente, formano le nitrosamine che sono sostanze cancerogene. Si è quindi in presenza di un processo che può diventare cancerogeno. Oggi in commercio c’è tantissima verdura che contiene una quantità molto elevata di nitrati.

Molti pediatri, ad esempio, sconsigliano per i bambini piccoli il consumo di spinaci che contengono una quantità elevata di nitrati, perché li assorbono rapidamente e li trattengono in grandi quantità. Se fossero coltivati nella maniera giusta, avrebbero sì i nitrati, ma in quella piccolissima parte che è naturale e che non comporta danno per l’organismo.

Autore: Lorenza De Mola

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