Tenute Costa

27 aprile 2014

Ingegneri di formazione, imprenditori d’istinto. Su Andrea e Luca Costa, padre e figlio, la costa-famigliacampagna ha sempre esercitato un richiamo irresistibile che si è concretizzato nel 2008 con la creazione di Tenute Costa. Un progetto che ha l’obiettivo di unire sotto il proprio nome vigne e vini dei migliori territori enologici italiani, nelle Langhe e in Maremma per cominciare. L’equilibrio è il segreto. Equilibrio con la Natura, equilibrio con il territorio, equilibrio con se stessi. Per Tenute Costa i principi sono gli stessi: “Crediamo nel rispetto dell’ambiente e che la migliore tecnologia sia una valida alleata per proteggerlo. Crediamo che ogni terra sia unica e che il vino ne sia interprete d’eccezione. E poi crediamo nei sogni.” Vini diversi, territori di grande tradizione. Dalle Langhe alla Maremma, ogni grappolo è seguito dalla vigna alla bottiglia. Ma non sta qui la novità. Tenute Costa abbraccia le tante espressioni dei suoi vigneti in un’unica selezione nella quale i valori sono il rispetto delle singole identità, la qualità a tutto tondo e la sensibilità ecologica. Vivere giorno per giorno va bene, ma sempre guardando avanti. Tenute Costa ha una storia corta alle spalle ma tanti progetti nel cassetto. Le Tenute costa Tenute Costa unisce oggi due tenute: DueCorti in Piemonte e TerrediFiori in Toscana. Realtà diverse non solo geograficamente ma anche per storia e per tradizioni. Terre dalla forte identità, scelte da Tenute Costa per i grandi vini che sanno esprimere. Tenuta DueCorti Le Langhe sono un territorio geografico ed emozionale. In questa area nel sud del Piemonte tra il fiume Tanaro, l’Appennino Ligure e il fiume Bormida le viti si alternano ai boschi, alle coltivazioni e ai castelli. Al vino fanno eco i tartufi, le nocciole, le carni pregiate. Qui sono state scritte molte pagine della storia del vino italiano e, oggi, le Langhe sono una meta per i gourmet di tutto il mondo. I vigneti di DueCorti si trovano a Castelletto, nel comune di Monforte d’Alba. La Tenuta unisce due cru storici del territorio: Pressenda e, appunto, Castelletto. Le terre dei due cru, ognuno caratterizzato dalla sua cascina, confinano e oggi DueCorti ha a diposizione 19 ettari di cui 11 vitati. La cascina di Castelletto è diventata la sede ufficiale e la cantina dell’aziendal 2010. La cantina integra la struttura originale a volumi contemporanei costa-vedutacaratterizzati da grandi vetrate e superfici esterne in legno. Un tetto innovativo con un sistema solare termico integrato è il fiore all’occhiello. Gli spazi sono suddivisi tra sale di accoglienza e degustazione aperte sui vigneti, uffici e ovviamente tutti i locali tecnici come la tinaia e la barricaia completamente interrata nel dorso della collina. A raccordare le strutture di ieri e quelle di oggi il grande piazzale centrale, simbolo della tradizione locale. costa-cantina I vini Solo due tipologie di vino in questi vigneti: Dolcetto DOC e Barolo DOCG. Entrambe espressioni autentiche del territorio, sono vini che si fanno apprezzare con tempi e modi diversi: fresco e giovane il primo, più maturo e importante il Barolo, Signore delle Langhe. Entrambi nascono prima di tutto in vigna dove la selezione è severissima e la cura costante della pianta è il segno distintivo. I vigneti di Nebbiolo e Dolcetto non sono preziosi solo per il vino. A DueCorti, infatti, come vuole la tradizione, dalle vinacce si ottiene una grappa limpida e fruttata. duecorti-barolo BAROLO CASTELLETTO 2008 -88- Nebbiolo 100% – € 40 Un vino che colpisce per la bella rispondenza naso-bocca, che ancora necessita di tempo per raggiungere l’integrazione e l’equilibrio. Rubino con lampi aranciati. Profumi che colpiscono per il nitore e per la profondità dei tratti olfattivi scanditi da sensazioni minerali di grafite e china fuse a toni più scuri di terra bagnata, sottobosco, genziana, geranio e rosa appassita fino ad una dolce folata di prugne secche e liquirizia. Al palato svela una decisa scia sapida e fresca, con tannini maturi e saporiti. Un assaggio appagante per persistenza e polpa.  Cinghiale al civet. NEBBIOLO D’ALBA 2010 -86- Nebbiolo 100% – € 13 Rubino luminoso trasparente. Profilo olfattivo caldo e prorompente di amarene, grafite, china, ruta e rabarbaro insieme a folate più dolci di fragoline di bosco e ribes. Refoli di viola appassita e cipria chiudono il quadro. Al palato si avverte che il tragitto evolutivo del vino è in pieno svolgimento, nonostante sia già ottimo l’equilibrio tra la freschezza delle sensazioni fruttate e il tannino delicato, maturo, quasi impercettibile così come il calore alcolico.     Polenta con salsicce in umido.   TerrediFioriduecorti-nebbiolo TerrediFiori è una tenuta immersa nella profumata natura maremmana. La cantina circondata da Sangiovese, Cabernet Sauvignon e antichi ulivi si trova nel comune di Grosseto su una leggera altura con vista sul Mar Tirreno. La cantina, parzialmente interrata, si sviluppa intorno all’idea della pala eolica maremmana. Un’idea semplice che è stata interpretata sia dal punto di vista architettonico che energetico: c’è infatti un sistema eolico di micropale a sviluppare l’energia necessaria al vino. TerrediFiori ha il suo cuore produttivo a Ventaio, proprio accanto al Parco Naturale dell’Uccellina. Qui sorge, parzialmente interrata nel dorso della collina, la cantina circondata da vigne e ulivi per un totale di 31 ettari. I vigneti piantati a Sangiovese e Cabernet Sauvignon, guardano al mare che dista appena 4 km. Ma non finisce qui. Un ulteriore appezzamento di 18 ettari si trova nell’entroterra di Massa Marittima, nel comune di Gavorrano, in una bella vallata. Qui trovano spazio, tutto intorno ad un tipica casa colonica chiamata Steccata, Sangiovese, Cabernet Sauvignon e anche Petit Verdot e Merlot. Entrambi gli appezzamenti conferiscono le loro uve nella cantina che si presenta, dal 2011, come un sistema di volumi di pietra e cristallo incastonati nel terreno secondo una distribuzione decrescente così da seguire il profilo collinare e inserirsi nel paesaggio maremmano. Gli spazi legati alla produzione si sviluppano ad una quota inferiore e il processo produttivo del vino avviene interamente “per caduta”. tenute-costa-1°-foto I vigneti di TerrediFiori, piantati nel 2003, sono divisi in due aree distanti poche decine di chilometri e complementari dal punto di vista produttivo. Infatti se la prima offre al vino i suoi terreni sciolti e ricchi di scheletro che donano eleganza, la seconda con suoli compatti porta corpo e struttura. Ogni singolo appezzamento – ne sono stati identificati 11 – porta il nome di un fiore e le sue uve vengono raccolte e vinificate separatamente.   I vini Nella gamma di TerrediFiori c’è il Morellino di Scansano e Acanto, IGT Maremma Toscana cuvée dei migliori grappoli dell’azienda. Il Morellino è l’espressione più giovane della tradizione locale; Acanto rappresenta invece l’interpretazione di queste terre da parte di Tenute Costa e la volontà di creare un vino fine e complesso, che sappia fondere insieme i profumi, il sole e la creatività.morellino-terredeifiori   MORELLINO DI SCANSANO 2010 -85- Sangiovese 100% – € 10 Tinge il calice di un luminoso rubino trasparente. Sprigiona dolci sensazioni di frutti di bosco, prugne e fragoline, raggiunte da note floreali di violette e rose rosse per poi virare su tonalità speziate di pepe nero. Regala pienezza al sorso e il palato è irrorato dalla piacevole freschezza. Tannino encomiabile per eleganza e perfetta maturazione che lascia la bocca con una dolce scia fruttata. Di semplice beva, ma non scontato. Intera lavorazione in acciaio. Bistecca di Chianina alla griglia.   ACANTO 2009 -85- acanto-2009Sangiovese 85%, Cabernet Sauvignon 15% – € 16 Rubino profondo. Impatto austero, concede lentamente ricordi ferrosi. Sopraggiungono ad impreziosire il quadro olfattivo tocchi di humus, ruta e una nota selvatica, per poi aprirsi verso toni dolci di mirtilli e prugne in confettura completati dalle sensazioni balsamiche di eucalipto e speziate di cannella e pepe. Sfoggia corpo e potenza all’assaggio che si tramutano rapidamente in eleganza e delicatezza lasciando emergere un tannino dolce, importante e una freschezza davvero vibrante. Finale sapido e persistente. Trascorre 6 mesi in tonneau di tostatura media.                                                         Stinco di maiale al forno.

 

 

 

 

Tommaso Aniballi

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