Bulimia nervosa

26 settembre 2012

Un comportamento alimentare deviante dalle tante sfaccettature

La bulimia nervosa è un quadro clinico caratterizzato da ricorrenti episodi di rapida ingestione di grandi quantità di cibo, con frequenza almeno bisettimanale e della durata di almeno tre mesi, ai quali fanno seguito episodi di vomito autoindotto, o altri comportamenti compensatori per prevenire il conseguente aumento di peso. La sensazione di perdita di controllo sul proprio comportamento alimentare si accompagna non solo a comportamenti compensatori inappropriati, ma anche a perdita della stima di sé e a sentimenti di vergogna e di insoddisfazione della propria forma corporea.

Nella bulimia nervosa si distingue due sottotipi:

-con condotte di eliminazione, comprendenti quelle situazioni in cui si presentano regolarmente fenomeni come il vomito autoindotto o l’uso inappropriato di diuretici e lassativi;

-senza condotte di eliminazione, con la presenza di comportamenti compensatori come il digiuno e l’attività fisica eccessiva.

La prevalenza della bulimia nervosa tra gli adolescenti di sesso femminile è di circa 1-3%, mentre nella stessa fascia di età il 3-5% soffre di forme parziali degli stessi disturbi.

Pur essendo codificati come disturbi differenti, numerose evidenze cliniche mostrano fenomeni di transizione tra forme anoressiche e bulimiche, così è frequente riscontrare la presenza di un precedente anoressico in pazienti bulimiche ed il contrario.

Ai due quadri diagnostici principali si aggiungono altre forme meno importanti, queste ultime stanno registrando, negli ultimi anni, un aumento significativo soprattutto nella popolazione femminile adulta.

La bulimia si presenta, spesso, in associazione con disturbi della personalità come quella borderlineistrioniconarcisistico e, mentre la futura anoressica viene solitamente descritta come timida, introversa, riservata, competitiva e conformista, la futura bulimica come più estroversa, fantasiosa, dal comportamento impulsivo e a volte, persino aggressiva e irrequieta.

Come Icaro, l’adolescente anoressica o bulimica, cerca una soluzione per uscire dal proprio labirinto d’angoscia. Costruendo ali di cera sembra volersi sollevare nel vasto cielo e allontanarsi dal peso della terra, ma dimenticare il corpo vuol dire, poi, precipitare senza possibilità di salvezza, la sua è una caduta libera e rovinosa nel buio senza fine. La salvezza è accettare di confrontarsi con la realtà corporea, sempre nella vita, ma in particolare nell’adolescenza, e accettare, quindi, la scomodità, l’incertezza e la provvisorietà dell’adolescenza stessa.

 

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