L’anoressia

28 agosto 2010

Un disturbo della nostra epoca.

anoressia_blogL’anoressia nervosa è caratterizzata dal rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo normale, dall’intenso timore di acquistare peso, dalla presenza di una alterazione di un’immagine corporea per ciò che riguarda forme e dimensioni, dalla comparsa di amenorrea nelle donne in età post-puberale.

C’è, inoltre, un sottotipo in cui la perdita di peso si realizza in particolare attraverso la dieta, il digiuno o l’attività fisica eccessiva ed un altro che comprende quelle situazioni in cui si verificano assunzioni eccessive di cibo con vomito autoindotto, l’uso improprio di lassativi e diuretici. Nell’anoressia, l’intensa paura di ingrassare non viene mitigata dalla diminuzione del peso corporeo, al contrario, spesso sembra aumentare con la perdita di peso. La stessa percezione e il valore attribuiti alle forme corporee si presentano molto  distorti e finiscono per rappresentare un costante motivo di preoccupazione fino a diventare pensiero ossessivo estenuante. L’esordio della sintomatologia è tipicamente adolescenziale (14-18 anni), ma sempre più spesso si registrano forme infantili precoci (8-9 anni) o tardive (oltre i 40 anni). Anche il decorso si presenta vario, a forme episodiche, seguite da completa remissione, si alternano forme in cui, a fasi di quiete, si succedono periodi di riacutizzazione, fino a forme croniche di deterioramento progressivo. Come tutti gli altri disturbi della condotta alimentare, anche l’anoressia ha un quadro clinico che coinvolge principalmente la popolazione femminile. La prevalenza fra le donne è di circa lo 0,5 %, mentre nella popolazione maschile, sebbene ci sia negli ultimi anni un aumento, è di circa un decimo rispetto a quella femminile.

All’anoressia sono stati associati differenti disturbi di personalità; quella ossessivo compulsiva e quella evitante, mentre la personalità della futura anoressica viene solitamente descritta come timida, introversa, riservata, competitiva e conformista.

Nei disturbi alimentari l’integrazione mente-corpo presenta gradi diversi di sfaldamento che arrivano a generare vere e proprie fratture all’interno della personalità del soggetto.

La psicoterapia permette di riunire queste parti separate e ripristinare l’unità e l’armonia interiore.
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